Riflessione


Il video del coach di basket USA che tutti dovremmo vedere.....



Il discorso di Frank Martin, coach di basket NCAA in South Carolina, merita davvero di essere ascoltato con attenzione dalla prima all’ultima parola

Frank Martin è il coach della squadra di basket della University of South Carolina e che fosse un tipo speciale lo si era già capito prima dai risultati conseguiti a Kansas State e poi nella stagione 2016/17 quando ha portato South Carolina per la prima volta nella sua storia alla Final Four NCAA. Ma in questo March Madness 2018 (i 3 weekend tra marzo e aprile in cui si decide il torneo NCAA) coach Martin ha fatto parlare di sé, almeno dalle nostre parti, per quello che ha detto in una conferenza stampa solo all’apparenza uguale a tutte le altre.

Il video della conferenza di coach Martin è stato infatti ripreso e sottotitolato dalla pagina Facebook Passione Basket USA ed in poco tempo è diventato virale su migliaia di bacheche social. Ma cosa dice coach Martin di così importante? No, non parla di basket, di schemi, di risultati e di prestazioni. Parla di sport, di rispetto, di valori e di responsabilità.

“Sono forse il coach più vivace che possiate vedere su una panchina, ma quando vado a vedere i miei figli giocare non mi vedrete mai fare “booo”, o agitare le braccia. Mi siedo sugli spalti e non dico niente. Con tutto il rispetto per i genitori, conosco il basket molto meglio della maggior parte di loro“.

Puoi essere anche uno dei migliori allenatori (di basket, di calcio, di pallavolo o di qualsiasi altro sport) al mondo ma quando tuo figlio scende in campo per competere e divertirsi con altri bambini suoi compagni o avversari sei solo un papà (o una mamma): applaudi, tifa, incita ma non denigrare e soprattutto rispetta i ruoli. Agitare le braccia, sbuffare, criticare o dare indicazioni tecniche o tattiche dalla tribuna non farà del bene ai bambini, compreso tuo figlio, e non farà di te un papà migliore.

“Ci sono due ragazzi che la domenica mattina arbitrano partite di bambini di quarta elementare. Quanto potranno guadagnare? 20 dollari? Invece di andare in Chiesa si danno da fare per aiutare le loro famiglie a pagare qualche bolletta. Pensate davvero che a quei ragazzi interessi davvero chi vinca la partita fra le due squadre? O che vogliano mettere in imbarazzo uno di quei bambini o ravvivare la partita con le loro scelte?“.

Gli arbitri possono sbagliare, e se stanno arbitrando una partita di bambini, per pochi euro di rimborso, probabilmente hanno ancora molto da imparare. Ma davvero si può pensare che un arbitro che la domenica mattina scende in campo per permettere a dei bambini di fare la cosa che più li diverte come giocare una partita o gareggiare in un torneo vogliano intenzionalmente penalizzare qualcuno? Davvero si può pensare che quegli arbitri volontari vogliano imbarazzare dei bambini? Suvvia, siamo seri: quando diamo del “ladro” all’arbitro di una partita di bambini stiamo solo sfogando la nostra frustrazione non ammettendo che anche lui, come noi e come tutti, sbaglia.

“Quando i miei figli vengono a lamentarsi da me per come hanno giocato io gli dico di andare dal loro coach. Non parlo con loro di coaching. Se c’è qualcuno che gli manca di rispetto io ci sarò, se capiteranno in situazioni difficili nella loro vita e le affronteranno io li aiuterò a rialzarsi. Perché sono loro padre, ma non il loro coach”.

È una questione di rispetto dei ruoli e di responsabilità. Fare i padri, o le madri, ed essere vicini ai propri figli è un conto, sostituirsi al coach un altro, e non fa loro del bene. Quando andiamo dal mister o dal coach a dire che nostro figlio deve giocare in quel determinato ruolo, che solo così si può vincere, e che altrimenti l’anno prossimo lo portiamo da un’altra parte non facciamo il bene della squadra, né di nostro figlio: la conseguenza è che avrà un alta considerazione di sé ma anche una bassa autostima, perché non si sarà confrontato con la difficoltà di fare qualcosa che gli riesce meno bene, con la necessità di imparare qualcosa di nuovo e diverso, con l’esigenza di confrontarsi con il suo coach o mister per capire come essere d’aiuto alla squadra e dare il meglio di sé anche in quel ruolo. Gli avremo spianato la strada, facendogliela sembrare tutta in discesa, ma prima o poi, nello sport e nella vita, c’è sempre una strada accidentata e in salita da affrontare.

Ecco perché dovremmo tutti guardare e riguardare il video di coach Frank Martin, e ringraziarlo per le sue parole.

Trovate il video    QUI



Articolo tratto da: ASD PALLACANESTRO BUSALLA - http://www.pallacanestrobusalla.it/
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